Durante l’incontro “Libertà Rubate” organizzato dal Circolo PD di Caselle in occasione della Giornata in Memoria delle Vittime Innocenti delle Mafie, esperti di rilievo hanno affrontato il tema della tratta di esseri umani, strettamente legata alla criminalità organizzata.

di Giada Rapa
Durante l’incontro “Libertà Rubate”, organizzato il 21 marzo dal Circolo PD di Caselle in collaborazione con le Donne Democratiche e i Giovani Democratici in occasione della Giornata in Memoria delle Vittime Innocenti delle Mafie, il tema della tratta di esseri umani è stato analizzato in tutta la sua complessità. Esperti di rilievo, moderati da Angela Grimaldi, hanno offerto una visione completa e articolata, mettendo in luce il legame profondo tra criminalità organizzata e traffico di persone, sottolineando l’urgenza di affrontare il fenomeno con strategie integrate e a livello globale.
Giuseppe Lumia, ex Presidente della Commissione Antimafia, ha spiegato come le mafie moderne, dalla ‘ndrangheta alla mafia nigeriana, abbiano trasformato la tratta in uno dei loro principali business a livello globale. Un fenomeno che non si limita al traffico di esseri umani, ma include forme di schiavitù moderna e controllo sistematico delle vittime, spesso alimentato dalla vulnerabilità socio-economica. Lumia ha anche ricordato l’importante passo compiuto nel 2000, quando è stata abolita la censura tra il crimine della tratta e il coinvolgimento delle mafie, rompendo un velo di ipocrisia che per anni aveva reso inefficace la lotta al fenomeno. A conclusione del suo intervento, il relatore ha anche sollecitato un’applicazione concreta delle normative europee, che potrebbero fornire strumenti più incisivi per colpire la tratta sia “a monte” sia “a valle”. Complici anche le domande del pubblico,le politiche migratorie restrittive – come la legge Bossi-Fini – sono state duramente criticate per aver favorito indirettamente il traffico di esseri umani. Come sottolineato da Lumia, l’impossibilità di migrare legalmente spinge molte persone vulnerabili nelle mani dei trafficanti, che le sfruttano con false promesse e pratiche disumane.,
L’esperta di programmi anti-tratta Rosanna Paradiso ha descritto con precisione il profilo delle vittime: donne e ragazze ingannate, spesso analfabete, sottoposte a riti voodoo e a pressioni psicologiche che le rendono totalmente soggiogate ai loro aguzzini. Paradiso ha inoltre evidenziato l’evoluzione del fenomeno, con un crescente reclutamento online che ha amplificato la portata e la complessità della tratta negli ultimi anni. Claudio Loiodice, sociologo e geopolitico, ha invece fornito una prospettiva storica e globale sulle migrazioni, definite fenomeni “ciclici e inarrestabili”. Sottolineando come le mafie sfruttino anche i flussi migratori per consolidare il proprio potere economico e politico, ha evidenziato la necessità di strategie condivise a livello europeo per gestire queste dinamiche in modo equo ed efficace. Iodice ha inoltre portato alla luce il dramma dei migranti climatici, spesso ignorati dalla legislazione internazionale, e la pressione demografica crescente che influenzerà inevitabilmente le politiche globali e per la quale dobbiamo farci trovare preparati.
In ultimo, gli avvocati Maurizio De Nardo e Virginia Cuffaro hanno analizzato il ruolo delle normative italiane, spesso inadeguate o scarsamente applicate. De Nardo ha sottolineato che il sistema legislativo prevede strumenti validi per combattere la tratta – come gli articoli 600 e 601 del codice penale – ma che, nella pratica, le condanne per questi reati sono estremamente rare. Cuffaro ha invece puntato l’attenzione sulla realtà dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), definiti “carceri di fatto” che violano i diritti umani fondamentali, oltre a denunciare le enormi difficoltà burocratiche che ostacolano i processi di regolarizzazione dei migranti.